TANTI AUGURONI ELE!!!!!!
UN BACIO DA TUTTI I TUOI COMPAGNI DI VIAGGIO
EVA-CINZIA-CHIARA-VALE-NICO-GABRI-NICOLA
mercoledì 8 agosto 2007
lunedì 6 agosto 2007
Suggerimenti per una felice guarigione
L'Uruguay, ormai l'abbiamo imparato, in inverno e' un paese complicato da frequentare.....puo' capitare, nell'arco di un mese, che subentri una certa indisposizione nel corpo umano, specie se questo e' gia' provato da innumerevoli imprese ingegneristiche....cosa fare in caso di malattia?
Ecco alcuni semplici consigli:
1:dopo una mezza giornata passata al freddo e al gelo, con sollecitazioni forti emozionalmente parlando, concedersi una bella pizza con salamino piccante (convinti di aver chiesto quella ai peperoni, comunque molto leggera) e concludere con una bella coppa di gelato alta mezzo metro;
2:la mattina dopo, consci di aver passato una notte difficile e avendo gia' un mal di stomaco importante che avanza, bere un bel bicchierone di yogurt uruguayo GHIACCIATO;
3: concedersi quindi una bella passeggiata al mercato a -5 gradi, e desiderare fortemente una parrilla (piatto tipico uruguayo di interiora di mucca alla brace) al mercato del porto;
4: comincia la febbre: misurarla?nooooooo......
5: la febbre sale a 38 gradi: prendere una tachipirina o bere una camomilla? anche no......
6:la febbre colora il viso di un bel rosso acceso: mettersi a letto sotto le coperte?Ma va'....nella stanza ci sono ben 2 gradi costantemente.....
7:il giorno dopo a pranzo....perche' non mangiarsi un bel panino con salame e formaggio?
8: la sera del giorno dopo: perche' farsi la doccia durante il giorno, visto che di tempo ce n'e', e non farla subito dopo cena?
Seguite questi grandi consigli del dott. Guidi, e la vostra permanenza in Uruguay sara' sicuramente piu' divertente.....ma fatelo solo in caso di un gruppo che vi accompagna che vi vuole un bene dell'anima e che ha tanta pazienza!!!!!
Nicoletta
Ecco alcuni semplici consigli:
1:dopo una mezza giornata passata al freddo e al gelo, con sollecitazioni forti emozionalmente parlando, concedersi una bella pizza con salamino piccante (convinti di aver chiesto quella ai peperoni, comunque molto leggera) e concludere con una bella coppa di gelato alta mezzo metro;
2:la mattina dopo, consci di aver passato una notte difficile e avendo gia' un mal di stomaco importante che avanza, bere un bel bicchierone di yogurt uruguayo GHIACCIATO;
3: concedersi quindi una bella passeggiata al mercato a -5 gradi, e desiderare fortemente una parrilla (piatto tipico uruguayo di interiora di mucca alla brace) al mercato del porto;
4: comincia la febbre: misurarla?nooooooo......
5: la febbre sale a 38 gradi: prendere una tachipirina o bere una camomilla? anche no......
6:la febbre colora il viso di un bel rosso acceso: mettersi a letto sotto le coperte?Ma va'....nella stanza ci sono ben 2 gradi costantemente.....
7:il giorno dopo a pranzo....perche' non mangiarsi un bel panino con salame e formaggio?
8: la sera del giorno dopo: perche' farsi la doccia durante il giorno, visto che di tempo ce n'e', e non farla subito dopo cena?
Seguite questi grandi consigli del dott. Guidi, e la vostra permanenza in Uruguay sara' sicuramente piu' divertente.....ma fatelo solo in caso di un gruppo che vi accompagna che vi vuole un bene dell'anima e che ha tanta pazienza!!!!!
Nicoletta
L'origine del sorriso
Eravamo tutti li', in quell'autobus che ci riportava a casa, ma ognuno seduto per conto suo e immerso nei propri pensieri; una piccola distanza ci separava come per sottolineare che in quel momento non si potesse dire nulla su quanto avevamo appena lasciato, l'oratorio Valdocco.
I pensieri a volte corrono e sembrano vivere di vita propria, in quei momenti tu non ne sei piu' il regista ma ne diventi un semplice spettatore. Il mio pensiero si era fermato su una domanda: qual e' l'origine del sorriso?
Abbiamo camminato in un luogo cosi' fuori dalla nostra esperienza quotidiana che quasi pareva irreale: le abitazioni fatiscenti, i rifiuti, il fango, gli animali in cerca di cibo, il freddo...
Ma nonostante tutto la vita li' era presente, resisteva, nei visi dei bambini che uscivano dalle loro baracche per ricevere la propria porzione di cibo, nei ragazzi che giocavano a calcio, nei volontari cosi' importanti per quel luogo.
Ci sono cose nell'uomo che gli sono innate. Nessuno ha bisogno che qualcuno gli insegni a sorridere o a piangere. In quella situazione di poverta' tutto mi sarei aspettato tranne di incontrare sorrisi. Questo mi ha molto colpito e probabilmente anche aiutato a digerire meglio quanto visto, perche' se sorridere e' naturale pensavo che in quella situazione si fosse almeno dimenticato come si facesse.
E cosi', non trovando una risposta chiara, continuo a domandarmi quale sia l'origine del sorriso
I pensieri a volte corrono e sembrano vivere di vita propria, in quei momenti tu non ne sei piu' il regista ma ne diventi un semplice spettatore. Il mio pensiero si era fermato su una domanda: qual e' l'origine del sorriso?
Abbiamo camminato in un luogo cosi' fuori dalla nostra esperienza quotidiana che quasi pareva irreale: le abitazioni fatiscenti, i rifiuti, il fango, gli animali in cerca di cibo, il freddo...
Ma nonostante tutto la vita li' era presente, resisteva, nei visi dei bambini che uscivano dalle loro baracche per ricevere la propria porzione di cibo, nei ragazzi che giocavano a calcio, nei volontari cosi' importanti per quel luogo.
Ci sono cose nell'uomo che gli sono innate. Nessuno ha bisogno che qualcuno gli insegni a sorridere o a piangere. In quella situazione di poverta' tutto mi sarei aspettato tranne di incontrare sorrisi. Questo mi ha molto colpito e probabilmente anche aiutato a digerire meglio quanto visto, perche' se sorridere e' naturale pensavo che in quella situazione si fosse almeno dimenticato come si facesse.
E cosi', non trovando una risposta chiara, continuo a domandarmi quale sia l'origine del sorriso
domenica 5 agosto 2007
ATTENZIONE!!!
Attenzione attenzione....nella nostra casetta in uruguay é scoppiata l'influenzaaaaaa!!!!!!! speriamo non sia contagione..ma non preoccupatevi cari genitori e parenti,é una semplice febbre dovuta al freddo che c'é qua...non allarmatevi!!!!!
per il resto tutto bene.domani inizia una nuova settimana e noi siamo carichissimi per andare alla tablada dai nostri nuovi amici!!!!!!!!
Eva
per il resto tutto bene.domani inizia una nuova settimana e noi siamo carichissimi per andare alla tablada dai nostri nuovi amici!!!!!!!!
Eva
Vald'occo o Valdocco?!?
Eccomi qui, mancavo solo io all'appello, come sempre un po' in ritardo ma arrivo...
Oggi, finalmente, ha smesso di piovere!! Anche se il sole non si decide a farsi vedere e rischiamo spesso il congelamento, il tempo atmosferico non ci spaventa e le nostre giornate sono dense di avvenimenti; una delle migliori e' stata ieri: tutti all'oratorio Valdocco. Dopo aver evitato per un soffio una figuraccia con padre Amilcare dovuta alla nostra "superpreparazione" su don Bosco e dopo aver seminato buona parte della nostra "plata comune" sull'autobus siamo riusciti a raggiungere l'oratorio. In parte, per fortuna, eravamo "preparati", sempre ammesso che a contesti del genere si possa essere preparati... Va beh, non riusciro' a essere esaustiva ma per farvi capire un po'... eravamo in una zona molto povera, in cui, tra fango e immondizia, sorgono delle baracche (alcune di solo legno) senza ne' acqua calda, ne' stufa, a volte senza tetto; gli animatori, il sabato pomeriggio, organizzano alcuni giochi con i bambini della zona e distribuiscono la merenda, anche passando "di casa in casa". Li' per li' eravamo tutti presi dal guardarci intorno e dal chiaccherare e conoscere gli animatori e i bimbi che ci circondavano (scontato dire che abbiamo trovato accoglienza, disponibilita' e "carica") ma una volta tornati a casa ci siamo lasciati andare...tanti pensieri ed emozioni diverse: l'attenzione, il prendersi cura e il rispetto per l'altro cosi' evidenti, il timore che il possedere ci renda sempre piu' ripiegati su noi stessi anche se non lo vorremmo, il confronto tra i ragazzi qui e in Italia, l'esistenza di posizioni teoriche tendenti all'idealismo e al realismo (o alla rassegnazione???)...e molto altro... Questo scambio mi e' piaciuto davvero e credo che, alla fine, tutti noi ci riconosciamo un po' nella frase "il sogno e' il rifiuto di subire il presente" (citazione da un libro che Nicola, tra una merenda e l'altra, cerca di leggere)...
Forse sono stata un po' confusa, non so se per chi non e' qui quel che ho scritto e' comprensibile, era solo un tentativo di compartir...
Ah, dimenticavo, dopo la prima settimana c'e' gia' qualcuno che comincia a dare i primi segni di cedimento...non sara' dovuto alle ripetute imprese ingegneristiche?!?
Cinzia
Oggi, finalmente, ha smesso di piovere!! Anche se il sole non si decide a farsi vedere e rischiamo spesso il congelamento, il tempo atmosferico non ci spaventa e le nostre giornate sono dense di avvenimenti; una delle migliori e' stata ieri: tutti all'oratorio Valdocco. Dopo aver evitato per un soffio una figuraccia con padre Amilcare dovuta alla nostra "superpreparazione" su don Bosco e dopo aver seminato buona parte della nostra "plata comune" sull'autobus siamo riusciti a raggiungere l'oratorio. In parte, per fortuna, eravamo "preparati", sempre ammesso che a contesti del genere si possa essere preparati... Va beh, non riusciro' a essere esaustiva ma per farvi capire un po'... eravamo in una zona molto povera, in cui, tra fango e immondizia, sorgono delle baracche (alcune di solo legno) senza ne' acqua calda, ne' stufa, a volte senza tetto; gli animatori, il sabato pomeriggio, organizzano alcuni giochi con i bambini della zona e distribuiscono la merenda, anche passando "di casa in casa". Li' per li' eravamo tutti presi dal guardarci intorno e dal chiaccherare e conoscere gli animatori e i bimbi che ci circondavano (scontato dire che abbiamo trovato accoglienza, disponibilita' e "carica") ma una volta tornati a casa ci siamo lasciati andare...tanti pensieri ed emozioni diverse: l'attenzione, il prendersi cura e il rispetto per l'altro cosi' evidenti, il timore che il possedere ci renda sempre piu' ripiegati su noi stessi anche se non lo vorremmo, il confronto tra i ragazzi qui e in Italia, l'esistenza di posizioni teoriche tendenti all'idealismo e al realismo (o alla rassegnazione???)...e molto altro... Questo scambio mi e' piaciuto davvero e credo che, alla fine, tutti noi ci riconosciamo un po' nella frase "il sogno e' il rifiuto di subire il presente" (citazione da un libro che Nicola, tra una merenda e l'altra, cerca di leggere)...
Forse sono stata un po' confusa, non so se per chi non e' qui quel che ho scritto e' comprensibile, era solo un tentativo di compartir...
Ah, dimenticavo, dopo la prima settimana c'e' gia' qualcuno che comincia a dare i primi segni di cedimento...non sara' dovuto alle ripetute imprese ingegneristiche?!?
Cinzia
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